Panetta a Bankitalia, incertezza sulla sua sostituzione alla Bce

Il Governo sceglie per la guida della Banca d'Italia Fabio Panetta, che era stato la prima opzione per il ministro dell'Economia. Nove mesi più tardi, Giorgia Meloni punta su di lui per Bankitalia e il Cdm lo indica come Governatore, ruolo in cui l'economista si insedierà a partire dal primo novembre all'indomani della scadenza del mandato di Ignazio Visco. La decisione arriva mercoledì, giornata in cui l'esecutivo prende una posizione decisa contro i continui rialzi dei tassi d’interesse della Bce. Dall'autunno dovrà affrontare lo scenario da Palazzo Koch, dove ha già lavorato per sette anni, fino al 2019, come vice e poi come direttore generale. L'iter per la nomina è partito con il parere positivo unanime del Consiglio Superiore di Bankitalia il 23 giugno; in Cdm il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha svolto una relazione di presentazione. 

Il profilo di chi dovrà sostituire Fabio Panetta all'esecutivo della Bce non è di quelli che si trovano facilmente, ma il Governo appare fiducioso di conservare il posto nel board e il Ministro degli esteri Antonio Tajani (con un passato da Commissario europeo e vicepresidente della Commissione) si è detto “ottimista”. Bisognerà vedere se il tema sarà posto già nel Consiglio dei capi di stato Ue di giovedì e venerdì visto che la decisione del Cdm ha anticipato i tempi. È certo che il nostro Paese, se non vorrà cedere il posto a un altro stato, dovrà saper far coagulare il consenso intorno al nome anche di quegli stati più piccoli che non sono ora rappresentati in pianta stabile. Il candidato tecnicamente più accreditato è il vice dg di Banca d'Italia Piero Cipollone, che oltre alla lunga carriera a via Nazionale vanta un curriculum internazionale e una conoscenza del digitale e delle crypto. Altre ipotesi appaiono meno concrete, come quelle di Lucrezia Reichlin, già capo economista a Francoforte, o Alessandra Perrazzeli, l'altra vice dg della Banca d'Italia. A complicare il puzzle per il Governo Meloni è la circostanza che la nomina rientra in un più ampio dialogo con Bruxelles e gli altri partner europei su altri dossier: la nomina dei vertici Bei (per i quali si è profilata la candidatura di Daniele Franco) e i due temi scottanti del Mes e del Pnrr. 

Mes, Pnrr, Patto di stabilità: i dossier che dividono il Consiglio Ue

Mes, Pnrr, Patto di Stabilità, tassi della Bce. Sono questi i temi economici che animano il Consiglio europeo che a Bruxelles riunisce i 27 capi di Stato e di governo dell’Unione Europea. Il confronto ha come cornice il conflitto in Ucraina sia per il presente sia soprattutto, in proiezione futura. Si cominciano a fare i conti sul costo della guerra che per il momento è stata finanziata soprattutto dagli Stati Uniti, con una spesa che si aggira sui 50 miliardi di dollari. La ricostruzione, invece, potrebbe finire in gran parte sulle spalle dell’Unione Europea e, in questo caso il costo sarà molto più alto visto che si parla di una stima fra 300 e 400 miliardi di euro. Ma la ricostruzione dell'Ucraina è un tema lontano. Le urgenze sono impegnative e su tutti i dossier l'Italia si trova in una posizione molto dialettica con il resto dei componenti del Consiglio europeo. Il rischio di isolamento è piuttosto forte, visto e considerato che su nessuno dei dossier si sono trovare alleanze stabili, a cominciare dal Pnrr di cui il nostro Paese deve ancora incassare la terza rata che vale 19 miliardi e dal Mes, il cui il voto della ratifica, previsto inizialmente per il 5 luglio, è stato rinviato a data da destinarsi.

Bollettino economico della Bce: inflazione in calo, ma economia stagnante

Da quanto si legge nell'ultimo bollettino economico della BCE l’economia dell'area dell'euro ha registrato una stagnazione negli ultimi mesi: come nel quarto trimestre dello scorso anno, ha evidenziato una contrazione dello 0,1% nel primo trimestre del 2023, a fronte di un calo dei consumi privati e collettivi. È probabile che la crescita economica resti debole nel breve periodo, rafforzandosi però nel corso dell'anno con il calo dell'inflazione e il continuo attenuarsi delle turbative dal lato dell'offerta. I diversi settori dell'economia presentano condizioni disomogenee: il comparto manifatturiero continua a indebolirsi, anche a causa della minore domanda mondiale e delle condizioni di finanziamento più restrittive nell'area dell'euro, mentre i servizi seguitano a mostrare capacità di tenuta.

L'inflazione è quindi in calo, ma rimarrà elevata per un periodo di tempo molto prolungato. Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell'inflazione all'obiettivo del 2% nel medio termine. Nella riunione del 15 giugno 2023 ha pertanto deciso di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento, e cioè i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale.

Unione Europea, accordo con Tunisi per i primi aiuti finanziari

Martedì 27 il commissario europeo per il Vicinato Olivér Varhelyi ha firmato l'intesa con il governo tunisino per fornire la prima tranche di aiuti finanziari al paese nell'ambito del rinnovato partenariato. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dalla riunione con i suoi omologhi europei a Lussemburgo, spiegando che questo primo sostegno “riguarda il contrasto al traffico di esseri umani, con un finanziamento consistente da parte dell'Unione Europea, così com'era stato deciso al termine della missione Meloni-Rutte-von der Leyen” dell'11 giugno. La cifra potrebbe essere maggiore dei 100 milioni annunciati e alla prima tranche potrebbe seguirne una seconda. Aiuti che però dovranno essere adottati nel rispetto dei diritti umani, ha ribadito l'Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, perché "si deve garantire il trattamento dignitoso di tutti i migranti ", ha rimarcato il capo della diplomazia europea annunciando la convocazione del Consiglio di associazione Ue-Tunisia per la seconda parte dell'anno. 

Tunisi è ancora impegnata nei negoziati per ottenere l'assistenza macrofinanziaria del Fondo Monetario Internazionale, che sbloccherebbe anche un pacchetto di prestiti di 900 milioni dell'Ue. “L'Fmi si sta dimostrando più flessibile sulle riforme richieste, perché queste devono essere realizzabili e non si possono toccare i sussidi su pane e benzina”, riferisce Tajani. La migrazione è di nuovo uno dei temi chiave del Consiglio europeo che si sta tenendo questi giorni, e in vista del vertice la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha fatto il punto in una lettera indirizzata ai leader Ue, in cui dedica ampio spazio alla Tunisia e indica proprio nell'accordo con Tunisi l'esempio da seguire per gli altri partenariati con i paesi terzi di origine e transito.

Istat: prezzi alla produzione dell’industria – I trimestre 2023

A maggio 2023 i prezzi alla produzione dell’industria diminuiscono del 2,3% su base mensile e del 4,3% su base annua. Sul mercato interno i prezzi diminuiscono del 3,1% rispetto ad aprile e del 6,8% su base annua (da -3,5% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, i prezzi calano dello 0,5% su base congiunturale e registrano una crescita tendenziale in rallentamento (+2,8%, da +4,4% di aprile). Nel trimestre marzo-maggio 2023, rispetto al trimestre precedente, i prezzi alla produzione dell’industria diminuiscono dell’8,5%. La flessione congiunturale negativa è molto ampia sul mercato interno (-11,2%), modesta su quello estero (-0,1%).

Nel mese di maggio 2023, fra le attività manifatturiere, gli aumenti tendenziali più marcati riguardano computer, prodotti di elettronica e ottica (+7,1% area euro, +11,6% area non euro), industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+8,5% mercato interno), industrie alimentari, bevande e tabacco (+7,3% mercato interno, +7,5% area euro, +8,2% area non euro) e mezzi di trasporto (+7,9% area non euro). Cali tendenziali su tutti e tre i mercati si rilevano per coke e prodotti petroliferi raffinati (-15,8% mercato interno, -2,8% area euro, -17,7% area non euro) e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-6,3% interno, -11,7% area euro, -9,1% area non euro). 

Nel primo trimestre 2023, i prezzi alla produzione dei servizi aumentano dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 3,6% su base annua (da +4,1% del quarto trimestre 2022). L’incremento tendenziale più elevato riguarda i servizi di trasporto aereo (+15,5%); le uniche flessioni su base annua si registrano per i servizi di telecomunicazione (-5,5%) e di trasporto marittimo e costiero (-4,2%).



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