Il governo candida Cipollone a successore di Panetta alla Bce

Il governo ha candidato il vicegovernatore della Banca d'Italia, Piero Cipollone, a successore di Fabio Panetta nell'incarico di membro del Comitato esecutivo della Bce. È quanto il quotidiano “Frankfurter Allgemeine Zeitung” afferma di aver appreso a margine della riunione dell'Eurogruppo tenuta oggi a Bruxelles. A novembre, Panetta lascerà l'Eurotower per insediarsi come governatore a Bankitalia in sostituzione di Ignazio Visco

Al momento, non vi sono altri candidati ad assumere il posto vacante nel Comitato esecutivo della Bce ed “è molto improbabile” che vengano nominati da altri Stati membri dell'Eurozona. Secondo una regola non scritta, i quattro maggiori Paesi dell'area dell'euro, ossia Germania, Francia, Italia e Spagna, sono sempre rappresentati nel Comitato esecutivo della Bce. Le candidature alla successione di Panetta potranno essere presentate fino alla fine di agosto e l'Eurogruppo assumerà una decisione alla sua prossima riunione, in programma a Santiago de Compostela a metà settembre. Il candidato prescelto sarà quindi ascoltato dal Consiglio direttivo della Bce e dalla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo. Tuttavia, entrambi gli organi non hanno diritto di decisione. Il Consiglio europeo potrebbe, infine, approvare la nomina di Cipollone all'Eurotower a ottobre. Intanto, i governi dell'Eurozona avrebbero segnalato all'esecutivo del presidente del Consiglio Giorgia Meloni che un candidato italiano alla successione di Panetta verrebbe accettato soltanto se proveniente dalla Banca d'Italia.

L’Ue tende la mano all’Italia sul Pnrr ma le scadenze si moltiplicano

Distensione e invito a rispettare le scadenze: potrebbe essere riassunta così la linea della Commissione Ue sul Pnrr. L'invio da parte dell'Italia della richiesta di modifica di dieci obiettivi relativi alla quarta rata ha testimoniato innanzitutto un dato: che sul Pnrr l'esecutivo europeo, con l'Italia e in generale con i Paesi membri, è pronta a mostrarsi più flessibile. L'Italia dovrà attendere che la richiesta di modifica sia valutata positivamente e, nel frattempo, dovrà preparare il nuovo Piano con l'inclusione del capitolo Repower da presentare entro il 31 agosto. La richiesta presentata dall'Italia, a fronte della constatazione dell'impraticabilità di attuare tutti gli obiettivi per cui presentare richiesta per i 16 miliardi previsti, è stata ricevuta da Palazzo Berlaymont nello stesso giorno in cui Fitto l'ha annunciata alla stampa; è una richiesta sulla quale, informalmente, Commissione e Governo hanno lavorato a stretto contatto, e non si tratta di un inedito nella storia del Recovery Fund: lo scorso 26 giugno la Commissione faceva sapere di aver approvato la richiesta fatta dall'Irlanda prima di presentare la prima richiesta di pagamento. 

Una volta che sarà arrivato il sì dell'esecutivo europeo servirà, entro quattro settimane, il via libera anche del Consiglio Ue e solo allora l'Italia potrà fare ufficialmente richiesta per la quarta tranche di fondi, stando a una prima previsione difficilmente prima dell'autunno. 

Parallelamente, a Bruxelles attendono il nuovo Pnrr modificato e con il capitolo Repower. In questo caso non si tratta di emendamenti mirati, ma di una vera e propria riconfigurazione, almeno secondo le intenzioni di Palazzo Chigi; l'Ue l'attende entro il 31 agosto. Almeno la metà dei Paesi membri si è già mossa, con una data tassativa all'orizzonte: entro fine anno la Commissione ha l'obbligo di assegnare tutti i fondi ex Next Generation. Ursula von der Leyen, negli ultimi mesi, ha già dato prova di andare incontro alle esigenze degli Stati membri, ma sul sì all'Italia per la terza rata, tuttavia, continua a pesare lo scoglio dei 7.500 posti letto per gli studentati. 

La Camera approva la delega fiscale

La Camera ha approvato la delega fiscale con 187 voti a favore, 97 contrari e 6 astenuti. Ai sì della maggioranza si sono aggiunti quelli di Iv e Azione mentre +Europa si è astenuta. Passa al Senato, dunque, il provvedimento che contiene, tra l'altro, la detassazione di tredicesime, straordinari e premi di produzione, flat tax incrementale per gli autonomi e superamento graduale dell'Irap. Altre modifiche sono già in programma per Palazzo Madama con il testo che tornerà poi in terza lettura a Montecitorio. “Abbiamo scritto una pagina importante del nostro sistema tributario, e abbiamo di che essere orgogliosi”, ha detto il viceministro Maurizio Leo dopo il voto finale. 

Arrivato al termine di una giornata complessa per la maggioranza che ha visto, tra l'altro, il Governo andare sotto in Aula su un ordine del giorno del Pd che chiedeva, in sostanza, una campagna informativa contro l'evasione fiscale: parere favorevole del rappresentante del governo con il sottosegretario leghista Federico Freni, ma, dopo l'illustrazione del Dem Gianni Cuperlo che è andato all'attacco dell'esecutivo, la maggioranza sceglie di votare contro e manda dunque tecnicamente sotto l'esecutivo con 148 no e 131 sì. L’opposizione, Pd e M5S in primis, sembra aver scelto ormai una linea più dura: i Dem vanno alla carica contro la social card varata dal Governo per i redditi più bassi e i pentastellati tornano sulla questione superbonus

Visco afferma che il picco dei tassi si sta avvicinando

Il Consiglio direttivo della Bce deve essere pronto sia a nuovi rialzi sia a uno stop degli aumenti dei tassi di interesse. Stop che secondo il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, potrebbe non essere così lontano: "Abbiamo deciso di procedere volta per volta con l'aumento dei tassi, tenendo presente che ci sarà un punto in cui bisognerà aspettare gli effetti. Entro fine anno? Sicuramente", afferma. I verbali dell'Eurotower sull'ultimo meeting di giugno, terminato con un aumento dei tassi di 25 punti base, rilevano che l'accento "è stato posto sul merito di attenersi a un approccio dipendente dai dati, riunione per riunione, in un contesto incerto, in particolare poiché i tassi si stanno avvicinando a un possibile picco". Il rialzo dello 0,25% è stato sostenuto da "un ampio consenso" mentre "inizialmente è stata anche espressa una preferenza per un aumento dei tassi di 50 punti base in considerazione del rischio che l'inflazione elevata diventi più persistente".

Un aggiornamento della valutazione sarà agevolato dall'ingresso di nuovi dati, che rinfrescheranno con nuove informazioni le prospettive di inflazione e della forza di trasmissione della politica monetaria, attesi per luglio e ancora di più per settembre. In ogni caso, emerge che la politica monetaria ha molta strada da percorrere per arrivare al target di inflazione del 2% e, in questo senso, si "ritiene che il Consiglio direttivo possa prendere in considerazione un aumento dei tassi di interesse oltre il mese di luglio, se necessario". Per quanto riguarda i mutui, una delle fonti di preoccupazione maggiore per quanto riguarda le ripercussioni della politica restrittiva della Bce, rassicura: "Non c'è un problema sistemico. Solo un terzo dei mutui è a tasso variabile e abbiamo un debito molto basso delle famiglie, molto più basso degli altri paesi europei, ed il sistema bancario, nel frattempo, ha recuperato dopo la crisi finanziaria".

Istat: nota mensile sull’andamento dell’economia per maggio e giugno

In uno scenario internazionale caratterizzato da una componente di fondo dell’inflazione ancora elevata in molti paesi, le principali banche centrali hanno proseguito il rialzo dei tassi di interesse, determinando condizioni di finanziamento più restrittive per imprese e famiglie.

A maggio, l’indice destagionalizzato della produzione industriale in Italia ha registrato un aumento congiunturale che ha interrotto la fase di calo dei precedenti quattro mesi. Nella media del periodo marzo-maggio, tuttavia, l’indice è risultato in calo dell’1,8% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel primo trimestre, il potere d’acquisto delle famiglie è aumentato grazie al rallentamento della dinamica dei prezzi. La propensione al risparmio, pur continuando a ridursi in termini tendenziali, ha segnato un incremento in termini congiunturali.

Le condizioni del mercato del lavoro sono rimaste favorevoli. A maggio, si è confermata la crescita dell’occupazione e il tasso di disoccupazione è diminuito a fronte di una stabilità di quello di inattività.

Si è ridotto ulteriormente a giugno il differenziale positivo dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) tra l’Italia e l’area euro, anche per effetto del forte rallentamento della componente dei listini dell’energia nel nostro Paese. Gli indicatori di fiducia mostrano segnali discordanti. A giugno, l’indice del clima di fiducia dei consumatori è aumentato, con un miglioramento diffuso a quasi tutte le componenti, mentre la fiducia delle imprese ha segnato una leggera flessione.



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