Conte vede Mattarella e rilancia la strada delle riforme 

Dopo una maratona negoziale lunga cinque giorni e un’ultima lunga notte di scontri e trattative, Giuseppe Conte torna a Roma convinto di aver incassato una vittoria importante: “Il governo è forte, ora si rafforza la sua azione”, esulta all'alba, guardando con più tranquillità ai prossimi mesi e allontanando lo spettro di fibrillazioni e possibili crisi. Subito dopo l'atterraggio Conte è salito al Quirinale per un faccia a faccia con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: per un Paese che affronta un enorme calo del Pil, si creano ora “condizioni proficue per un concreto ed efficace programma di interventi” è l'auspicio del capo dello Stato. Conte oggi riferirà alla Camera convinto di aver “difeso la dignità dell'Italia e il ruolo delle Istituzioni europee”; promette che sull'uso dei fondi coinvolgerà le opposizioni, rilancia l'incontro finora mai avvenuto per discutere il Piano di rilancio e ringrazia quegli esponenti del centrodestra che “hanno capito la posta in gioco”. L'intervento europeo è di portata storica per l'Europa e per l'Italia, sottolinea il presidente del Consiglio. E annuncia investimenti strutturali e riforme per un Paese “più verde, più digitale, più innovativo, più sostenibile, più inclusivo”. Conte, che i suoi descrivono impegnato fino all'ultimo con Macron in una battaglia per non ridurre i fondi, porta a casa il 28% dell'intero pacchetto europeo: 81,4 miliardi di sussidi e 127,4 miliardi di prestiti. I fondi arriveranno nel 2021, ma il 10% dei sussidi (circa 8 miliardi), come spiega il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, potranno essere anticipati e finanziare progetti avviati da febbraio 2020. 

Questi soldi, sottolinea il presidente della Repubblica esprimendo a Conte “apprezzamento e soddisfazione”, dovranno essere subito incanalati in interventi “efficaci”. Il primo atto sarà un nuovo scostamento di bilancio da circa 20 miliardi, per tamponare la crisi con nuova cassa integrazione, risorse per Comuni e per la scuola. Si metterà al lavoro, assicura, con i suoi Ministri ma sul medio termine la prova è difficile. Ad avere “visione, concretezza, efficacia” lo invita Nicola Zingaretti, che lo aveva accusato di troppi rinvii. “No all'assistenzialismo, sì agli investimenti”, incalza Matteo Renzi. Luigi Di Maio rivendica di aver “creduto nel cambiamento dell'Europa”. La prova delle riforme non si può fallire: Conte e i leader della maggioranza lo sanno. Ma i partiti sono divisi, a partire dal Mes che Iv e Pd spingono per utilizzare mentre M5S lo respinge. Conte non esclude del tutto il Mes ma dice che “non è l'obiettivo dell'Italia”, che ha come priorità usare le risorse del Recovery, che ha prestiti dai tassi molto vantaggiosi; il problema, ribattono gli alleati, è che fino al 2021 potrebbero servire più soldi. Quanto alla task force per il piano di rilancio, annunciata prima da Gualtieri e poi da Conte, trapelano dubbi sia dal M5S, che vorrebbe veder coinvolti i suoi Ministri, sia dal Pd, che parla di scelta non ancora discussa, sia da Iv, che nega la necessità di un'altra task force. Ma Conte ora sa di essere più forte. 

L'accordo Ue divide il centrodestra, Berlusconi incalza sovranisti

L'intesa europea sul Recovery fund spiazza il centrodestra, o meglio scompagina un'alleanza che in teoria a settembre vorrebbe tentare la spallata al Governo alle regionali. L'accordo arrivato all'alba riporta in superficie le divisioni fin qui faticosamente messe in secondo piano, con Silvio Berlusconi che si toglie la soddisfazione di attaccare i “partiti sovranisti” e Giorgia Meloni e Matteo Salvini che ancora una volta scelgono di recitare copioni diversi. Per il leader della Lega il Recovery fund è “una grossa fregatura”, mentre la Meloni dice che “poteva andare meglio”, ma ammette che “Conte è uscito in piedi”. Berlusconi, poi, festeggia: “È un compromesso, ma positivo, che ha superato resistenze di alcuni Paesi del nord e toglie argomenti ai nemici dell'Europa”. Soprattutto, il leader di Fi avverte: “Certamente questo difficile compromesso deve far riflettere sul futuro, sui pericoli per l'Europa del condizionamento che i partiti sovranisti esercitano”.  

Tre alleati, tre linee diverse, in un quadro che è destinato ad esaltare le differenze. C'è un governo Conte rafforzato, delle elezioni regionali che potrebbero ridefinire gli equilibri nel centrodestra e un possibile voto sul Mes che metterebbe di nuovo a dura prova l'unità della coalizione. Se nei mesi scorsi erano sempre di più quelli che scommettevano sull'implosione del governo Conte, la chiusura dell'intesa sui fondi europei cambia lo scenario e Berlusconi dimostra di non essere rassegnato a giocare la parte del comprimario. Giorgia Meloni, poi, da tempo ha assunto un profilo “più istituzionale” rispetto al leader della Lega che sta pagando nei sondaggi e questo nuovo atteggiamento potrebbe essere premiato alle prossime regionali, se è vero che il centrodestra potrebbe strappare al centrosinistra due regioni nelle quali i candidati sono stati indicati da Fdi, la Puglia e le Marche. Senza contare che l'unico candidato leghista certo della vittoria è Luca Zaia, una figura non proprio allineata a Salvini e che rischia di diventare ingombrante per il leader della Lega. Da Conte, se e quando si riuscirà a fare l'ormai fantomatico incontro, il centrodestra assicura che andrà tutto insieme, perché “non ci stiamo a farci dividere dal premier”, ma i diversi giudizi sull'intesa Ue fotografano una coalizione tutt'altro che consolidata. 

L’Aula del Senato

Dopo che nella seduta di ieri sono state discusse le mozioni sul Protocollo aeronautico della Convenzione di Città del Capo del 200 e di quelle su Autostrade per l'Italia, sul glifosato, sulle scuole paritarie, l’assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per le Comunicazioni del Presidente sul calendario dei lavori.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali, insieme alla Lavori Pubblici, inizierà il confronto sul decreto semplificazioni. Alle 8.30 la Istruzione ascolterà il Ministro Paola Pisano sulle iniziative del Governo, anche connesse all'emergenza epidemiologica Covid-19, in materia d’innovazione tecnologica e digitalizzazione nei settori di competenza della Commissione. La Agricoltura si confronterà sull’affare assegnato relativo alle nuove biotecnologie in agricoltura. La Commissione Industria dibatterà sull’affare assegnato sulle iniziative di sostegno ai comparti dell'industria, del commercio e del turismo nell'ambito della congiuntura economica conseguente all'emergenza da COVID-19. La Territorio proseguirà l’esame degli Atti del Governo relativi al pacchetto economia circolare. Infine la Politiche dell’UE proseguirà il confronto sulla legge di delegazione europea.  

L’Aula della Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per l’esame della pdl sull'esercizio della libertà sindacale del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia a ordinamento militare. A seguire si confronterà sulla proposta per l’istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia da Coronavirus, sulla pdl per il sostegno al settore agricolo, sulla mozione per il completamento dell'idrovia Padova-Venezia, sulla pdl per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla diffusione massiva di informazioni false e sulla mozione relativa al rispetto degli accordi internazionali sull'autonomia di Hong Kong e la tutela dei diritti umani in quel territorio. Come di consueto alle 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata. Alle 16.00 ascolterà l’informativa urgente del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sugli esiti del Consiglio europeo straordinario del 17-21 luglio 2020.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà la pdl per la revisione della legge elettorale e la proposta di legge sui conflitti di interesse. La Giustizia esaminerà la pdl sulla violenza o la discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere. La Difesa proseguirà le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle condizioni del personale militare impiegato nell'operazione Strade Sicure. La Bilancio esaminerà il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2019 e le disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2020. La Finanze esaminerà la pdl per l’istituzione dei certificati di compensazione fiscale e quella per l’istituzione di un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali per gli incrementi di reddito realizzati rispetto all'anno precedente. 

La Trasporti esaminerà le risoluzioni sugli esami per la patente di guida e relative revisioni. La Attività Produttive esaminerà gli Atti europei relativi al Piano d'azione a lungo termine per una migliore attuazione e applicazione delle norme del mercato unico, a una nuova strategia industriale per l'Europa, alla strategia per le PMI per un'Europa sostenibile e digitale e sulla trentottesima relazione annuale della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sulle attività antidumping, antisovvenzioni e di salvaguardia dell'UE e sull'utilizzo degli strumenti di difesa commerciale da parte di Paesi terzi nei confronti dell'UE nel 2019. La Lavoro esaminerà le pdl sulla rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro, sull'accertamento della rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro privati e sul codice delle pari opportunità tra uomo e donna. La Affari Sociali svolgerà diverse audizioni sulla violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere. La Agricoltura esaminerà la pdl per la disciplina, la promozione e la valorizzazione delle attività del settore florovivaistico.  



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