Il Governo lancia il decreto Cura Italia

Arriva il primo vero provvedimento economico contro il coronavirus. È una manovra economica, più che un decreto, che utilizza tutti i 25 miliardi messi da parte come tesoretto, con tanto di scostamento sul deficit, e che attiverà flussi di danaro per 350 miliardi. Per la sanità e la Protezione Civile il decreto prevede lo stanziamento di 3,5 miliardi e per il sostegno all'occupazione, al reddito e ai lavoratori i miliardi sono dieci: “È una manovra economica poderosa”, ha spiegato Giuseppe Conte.  (Leggi lo speciale Coronavirus)

La Lega sale sulle barricate per impedire lo “svuota carceri”

Il decreto Cura Italia nella parte sulle carceri va cambiato. Per ragioni opposte, lo chiedono sia chi come la Lega, lo vede come un indulto mascherato, sia tutto il fronte più impegnato sulle carceri (Radicali, Unione delle Camere penali, Antigone), che giudica le misure inefficaci e rischiose perché non riusciranno a frenare i contagi tra i detenuti. Per Matteo Salvini, “lo svuota carceri è inaccettabile” e se non si troverà una mediazione il Carroccio è pronto a salire sulle barricate in Parlamento e far saltare, il già precario, clima di unità nazionale.

Mattarella chiama Salvini, Meloni e Berlusconi. Parola d’ordine unità

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha contattato i leader delle opposizioni, dopo le tensioni delle ultime ore sui contenuti del decreto Cura Italia. Il Capo dello Stato ha telefonato a Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, chiedendo unità in un momento difficilissimo per l'Italia, i suoi cittadini, le imprese a tutti i livelli. C'è stato l'invito a collaborare il più possibile, ribadito anche al Governo, che ha la responsabilità di guidare il Paese nell'emergenza e nella lotta alla diffusione del coronavirus. Mattarella ha avuto colloqui pure con i presidenti di Senato e Camera Elisabetta Casellati e Roberto Fico, ai quali è affidato il compito di gestire il Parlamento l'iter delle leggi varate dall'esecutivo garantendo la necessaria dialettica tra maggioranza e minoranza.

No all’iter d'emergenza sui decreti, le Camere riprendono lavori

Archiviato il voto a distanza e messe da parte soluzioni emergenziali, il Parlamento svolgerà la sua attività e garantirà in pieno l'esercizio delle sue funzioni per dare pieno supporto al Paese. Anche il governo è pronto a fare la sua parte, con l'obiettivo di incassare in tempi rapidi l'ok al primo pacchetto di misure. Si prospetta così un tour de force tra i due rami del Parlamento per approvare in via definitiva entro il mese di aprile il decretone, ovvero il maxi-provvedimento che accorpa i primi due decreti varati dal governo con il Cura Italia.

Per Conte il blocco totale sarà prorogato. In arrivo un decreto investimenti

I rigidi provvedimenti assunti dal Governo italiano per contrastare l'emergenza coronavirus “non potranno che essere prorogati alla scadenza”. Per Giuseppe Conte, “abbiamo evitato il collasso del sistema, le misure restrittive stanno funzionando, ed è ovvio che quando raggiungeremo il picco e il contagio comincerà a decrescere potremo tornare subito alla vita di prima. Al momento non è ragionevole dire di più, ma è chiaro che i provvedimenti che abbiamo preso non potranno che essere prorogati alla scadenza”. 

Allarme contagi a Milano, Fontana chiede una nuova stretta

Attilio Fontana chiede di nuovo al Governo misure più rigide per contrastare l'avanzata del coronavirus in Lombardia, dove ora anche Milano trema. Il governatore ha parlato con il premier Giuseppe Conte e avanzato precise richieste: “Massiccio utilizzo dell'Esercito come presidio per garantire il ferreo rispetto delle regole vigenti, partendo dalle corsette e dalle passeggiate. Chiusura degli studi professionali e degli uffici pubblici, salvo per le attività indifferibili. Fermo dei cantieri e, ancora, un'ulteriore limitazione delle attività commerciali”. Il Governo starebbe anche valutando di introdurre queste misure estendendole a tutto il territorio nazionale.

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Settimana Politica 14-20 marzo 2020



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