Asse Mattarella-Casellati-Fico per libertà stampa

Le tre principali cariche dello Stato si sono schierate in difesa della libertà di stampa mentre risuona ancora l'eco degli insulti indirizzati ai giornalisti da Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista dopo l’assoluzione della Sindaca di Roma, Virginia Raggi. “Infimi sciacalli”, “cani da riporto”, “pennivendoli” e “puttane”, questi gli insulti che hanno spinto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a lanciare un nuovo monito alla politica affermando: “Ha un grande valore la libertà di stampa, perché anche leggendo cose che non si condividono, anche se si ritengono sbagliate, aiuta a riflettere”.

Approvato definitivamente il DL Genova. Ripristinato il condono di Ischia

Martedì il Governo è stato battuto in commissione al Senato sull’emendamento al decreto Genova sul condono per la ricostruzione delle case crollate a Ischia durante il terremoto del 2017. La norma è passata grazie ai dissidenti del M5S Paola Nugnes e Gregorio De Falco. Il condono è però stato confermato dall’Aula, che giovedì ha approvato definitivamente il decreto. I dissidenti Nugnes e De Falco restano sotto accusa e rischiano, rispettivamente, la sospensione e l’espulsione. In ogni caso, la situazione non è delle più rosee: ieri sono stati dieci i senatori del M5S che non hanno preso parte alla votazione finale. Numeri importanti, se si considera che la maggioranza può contare su pochi senatori di vantaggio al Senato, anche se il redde rationem è rimandato dopo l’approvazione della legge di Bilancio.

Il Governo risponde alla Commissione Europea: la manovra non cambia

Il governo sfida l'Ue sulla legge di bilancio ma assicura che il debito scenderà con le privatizzazioni. La versione rivista del Documento programmatico di bilancio 2019, inviata nella notte di martedì all'esecutivo di Bruxelles, lascia invariate le stime di crescita sul Pil all'1,5% e del deficit/Pil al 2,4% che resta un “limite invalicabile”, come dichiarato dal ministro dell'Economia Giovanni Tria, nella lettera che accompagna il testo.

La manovra italiana non convince: Austria e Olanda chiedono la procedura

Non basta il tentativo di rassicurare l'Europa con la promessa d’interventi rapidi se si dovesse andare fuori rotta. La scelta dell'Italia di non arretrare sul progetto di bilancio già respinto da Bruxelles scatena i falchi, a partire da Olanda e Austria, che aprono le ostilità e premono per una risposta altrettanto rigida dell'Ue: una bocciatura senza appello della manovra, che non porta crescita e rischia di destabilizzare l'intera area euro, e l'apertura della procedura d’infrazione. Le critiche di Amsterdam e Vienna sono solo l'antipasto di quello che aspetterà il ministro dell'Economia Giovanni Tria lunedì prossimo, quando è fissato una riunione straordinaria dell’Eurogruppo.

Naufraga Liberi e Uguali: Sinistra Italiana e Mdp si dividono

È vita da separati in casa per Sinistra italiana e Mdp. LeU resta, ma solo come gruppo parlamentare alla Camera (al Senato non ha raggiunto i 10 senatori e gli eletti sono già nel gruppo Misto). Insomma, il partito unico non si farà. I litigi sono un dato di fatto da almeno tre settimane. Da un lato, Mdp con Roberto Speranza e Pier Luigi Bersani e dall'altro il segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni e lo stesso Piero Grasso. Volano le accuse reciproche di fronte al fallimento del progetto di unire le forze a sinistra del Pd. Ciascuno ha le proprie ragioni, ma intanto l'arca di LeU, che avrebbe dovuto portare in salvo la sinistra, è naufragata.

Il PD verso la fase congressuale: Minniti si fa attendere, Zingaretti c’è

Paolo Gentiloni non sarà della partita congressuale: l'ex premier si dice pronto a dare il suo contributo, ma non da numero uno. Sembra così sfumare definitivamente la possibilità di arrivare a una soluzione unitaria del congresso del Pd. Più probabilmente assisteremo a un congresso senza vincitori in partenza e con un risultato apertissimo. Nicola Zingaretti è ancora per qualche ora l'unico candidato in campo, ma il passo avanti di Marco Minniti è atteso a brevissimo. Comunque sia, sabato, all'assemblea nazionale, gli schieramenti dovrebbero essere delineati con l'unica eccezione di Maurizio Martina: il segretario uscente, che si dimetterà davanti all’assemblea, potrebbe attendere qualche ora prima di indossare la casacca di candidato.

I Sondaggi della Settimana 10 - 16 novembre 2018

Nei sondaggi pubblicati dall'Istituto SWG, la Lega di Matteo Salvini, forte dell’approvazione definitiva del decreto sicurezza e immigrazione, si attesta al 30,4% dei sondaggi, guadagnando l’1,3% rispetto all’ultima rilevazione. Insegue ancora il Movimento 5 Stelle che, a causa delle fortissime tensioni interne e con l’alleato leghista, perde anche questa settimana lo 0,8% attestandosi al 27,4%. Il partito guidato da Matteo Salvini è stabilmente il primo partito del Paese e la distanza dal M5S è di 4,3% punti percentuali.

Nell’area delle sinistre, Liberi e Uguali, perde lo 0,4% raggiungendo il 2,3%, mentre in quella di centro, il partito della Bonino, Più Europa, è dato al 2,7%. In crescita il Partito Democratico. I dem, che in Parlamento hanno dato battaglia sui decreti sicurezza e Genova, guadagnano lo 0,6% e si attestano al 18,1% delle intenzioni di voto.

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Nel centro destra, Fratelli d’Italia è in leggero calo attestandosi al 3,7%, mentre torna a calare Forza Italia. Il partito di Berlusconi oggi è dato all’7,4% e dimostra ancora di non aver trovato una via di uscita alla crisi interna.

Ad oggi, l’area di Governo raccoglie il 59,1% delle preferenze di voto. Quella di centro destra il 42,8%, quella di centro sinistra il 23,1%. Il Movimento 5 Stelle è dato al 27,4%.

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Settimana Politica 10 - 16 novembre 2018



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