In contemporanea con le elezioni regionali in Emilia-Romagna, anche i cittadini calabresi si recheranno alle urne dalle 7 alle 23 di domenica 26 gennaio per l'elezione del nuovo governatore e il rinnovo del consiglio regionale. La Calabria è stata amministrata negli ultimi cinque anni da un’amministrazione regionale di centrosinistra guidata da Mario Oliverio, eletto nel 2014 con il 61,4% dei voti. Rispetto alla contesa elettorale emiliana, indicata da tutti gli osservatori come un test sulla tenuta del Governo Conte II, il risultato elettorale in Calabria non dovrebbe avere ripercussioni nazionali e quindi ci si attende che i fattori locali giochino un ruolo importante soprattutto alla luce del fatto che fino ad un mese prima delle elezioni non vi fosse un’offerta politica chiara e definita.

I candidati alla presidenza sono quattro: la deputata forzista Jole Santelli, già sottosegretario alla giustizia e successivamente al lavoro rispettivamente nei Governo Berlusconi III e IV e nel Governo Letta, appoggiata da una larga coalizione di centrodestra composta da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Udc. Chiudono l’alleanza due liste civiche, Casa delle libertà, formata da alcuni fuoriusciti di Forza Italia e la civica Jole Santelli Presidente. Il centrosinistra tenta di mantenere Palazzo degli Itali candidando il “re del tonno” Pippo Callipo appoggiato da tre liste: Partito democratico, Democratici e progressisti, animata dall’ex presidente Oliverio e da una parte di MdP e la civica Io resto in Calabria. Il Movimento 5 Stelle appoggia, insieme a Calabria civica, il docente universitario, Francesco Aiello. Chiude il cerchio l’ex direttore della Protezione civile regionale della Calabria, Carlo Tansi, appoggiato da tre civiche: Calabria pulita, Calabria libera e Tesoro Calabria.

 

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Centrodestra – Jole Santelli

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(Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia,  Unione di Centro, Casa delle libertà e Jole Santelli Presidente)

Come stabilito dagli accordi di coalizione tra Salvini, Meloni e Berlusconi, il frontman del centrodestra sarebbe toccato a Forza Italia. Il candidato in pectore, l’attuale sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto (FI), nonostante una campagna elettorale già pressoché avviata, ha dovuto cedere di fronte al veto della Lega nei suoi confronti. Solo l’intervento diretto di SiIvio Berlusconi ha scongiutato la rottura dell’accordo dal momento che una parte della coalizione avrebbe seguito volentieri Mario Occhiuto in una corsa solitaria. Dopo aver appianato queste divergenze, la scelta è caduta su Jole Santelli già ex sottosegretario alla giustizia nei Governi Berlusconi II e III e al lavoro nel Governo Letta, nonché ex vicesindaco di Cosenza proprio con Occhiuto.

La candidata berlusconiana sarà appoggiata da sei liste diverse, a testimonianza della fiducia che la classe dirigente calabrese ripongono in una vittoria del centrodestra. Jole Santelli è appoggiata dalla Lega che che proverà per la prima volta a conquistare un seggio in consiglio regionale e che in Calabria è rappresentata soprattutto dagli ex fedelissimi di Giuseppe Scopelliti provenienti dalla destra sociale; Forza Italia con l’appoggio del sindaco di Cosenza, Occhiuto; i cristiano democratici dell’Udc; Casa della Libertà, formata da alcuni fuoriscuti di Forza Italia e la civica Jole Santelli Presidente.

Centrosinistra – Pippo Callipo

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(Partito democratico, Democratici e progressisti e Io resto in Calabria)

Anche all’interno del centrosinistra si sono registrare molte tensioni tra le varie correnti del PD. Il presidente uscente, Mario Oliverio, non è stato ricadidito dal suo partito a causa degli scandali giudiziari che lo hanno coinvolto e dei sondaggi poco lusingheri sul suo operato come Governatore. Nonostante ciò, l’ex presidente della Provincia di Cosenza, ha richiesto fino all’ultimo di essere ricandidato alla guida della coalizione uscente e poi ha minacciato di correre in solitaria provocando una grossa spaccatura all’interno del PD calabrese.

Alla fine, la coalizione di centrosinistra ha raccolto l'appello all'unità del segretario nazionale Nicola Zingaretti e ha scelto come candidato l’imprenditore ittico Pippo Callipo, stringendo un’alleanza con Oliverio affinché si presentasse con una lista in appoggio all’ex presidente di Confindustria Calabria. E così, oltre al Partito democratico, Pippo Callipo è appoggiato dalla civica Io resto in Calabria e dalla lista Democratici e progressisti, nata da un accordo tra Mario Oliverio e Mdp. E’ stata esclusa invece la lista 10 idee per la Calabria di ispirazione socialista e verde riconducibile al professore all'Università Mediterranea di Reggio Calabria, Domenico Gattuso.

Movimento 5 Stelle – Francesco Aiello

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(Movimento 5 Stelle e Calabria civica)

Il candidato governatore del Movimento 5 Stelle è Francesco Aiello, professore ordinario di Politica economica all’Unical, considerato l’ideatore della Zes, che ha totalizzato il 53,1% (pari a 1150 voti) del gradimento sulla piattaforma Rousseau. Il professore, dopo aver sciolto la riserva, ha accettato la candidatura alla presidenza della Calabria per il M5S e per la lista Calabria civica. Il nome di Francesco Aiello è stato proposto dall’ex capo politico del M5S, Luigi Di Maio, coerentemente con la scelta di non ripetere in Calabria l’alleanza con il PD in Umbria. Nonostante questo, la scelta di Aiello non è stata indolore per motivi sia politici sia personali. Nel primo caso, la sua totale estraneità al M5S, lo ha portato in rotta di collisione con il Presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, che non ha gradito l’idea di avere un candidato paracadutato dall’alto ma che avrebbe voluto dare più spazio ai militanti storici del Movimento; nel secondo caso, Francesco Aiello è stato molto criticato per qualche scandalo emerso sui giornali come un presunto abuso edilizio nella Sila e il legame di parentela con un boss ndranghetista.

Civico – Carlo Tansi

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(Calabria pulita, Calabria libera e Tesoro Calabria)

L’ultimo candidato in campo è Carlo Tansi, geologo del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) ed ex capo della Protezione civile regionale, nominato dall’ex governatore Oliverio. Si tratta di un profilo civico appoggiato da tre liste apartitiche, Tesoro Calabria, Calabria pulita e Calabria Libera che puntano tutto sulla propaganda anticasta, contro la burocrazia e gli sprechi della macchina pubblica. La corsa solitaria dell’ex capo della Protezione civile calabrese è nata in polemica con la gestione della cosa pubblica da parte della giunta Oliverio ed è rimasta tale nonostante l’interesse mostrato per una collaborazione con il Movimento 5 Stelle e le successive avances di Pippo Callipo per portarlo a unirsi a lui.

Il Commento di Nomos

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I sondaggi circolati prima del silenzio elettorale davano in netto vantaggio Jole Santelli. Effettivamente, la corsa dei notabili locali ad appoggiare la candidata forzista, con la conseguente presentazione di sei liste in suo appoggio, fa suppore l’esistenza di un effetto bandwagon in linea con i sondaggi nazionali che danno la coalizione guidata dalla Lega in netto vantaggio rispetto alle forze di Governo. A testimonianza di ciò, si può citare il caso di due consiglieri uscenti, Mauro D’Acri e Franco Sergio, eletti nel 2014 con la civica di Oliviero e oggi in corsa con lista per Jole Santelli Presidente o di Amedeo Nicolazzi, sindaco di Petilia Policastro (comune dell'entroterra crotonese) che è passato dal PD alla candidatura con Fratelli d’Italia.

Se così fosse, si ripeterebbe la regola dell’alternanza che, da quando è prevista l’elezione diretta del Presidente della regione, non ha mai consentito alla coalizione incumbent di riconfermarsi alla guida di Palazzo degli Itali: è successo così con la vittoria del forzista Giuseppe Chiaravalloti, appoggiato dalla Casa delle Libertà (2000-2005), sostituito dal dem Agazio Loiero sostenuto da L’Unione (2005-2010) e con il successo nel 2010 di Giuseppe Scopelliti (PdL) a cui è succeduto il dem Mario Oliverio (2014).  Come affermato dal CISE, questa alternanza può essere spiegata seguendo il comportamento di alcuni candidati (i cosiddetti “signori delle preferenze”) che riescono a raccogliere un consenso personale più cospicuo e duraturo rispetto ai partiti, grazie alla relazione di tipo personalistico che viene instaurata direttamente con l’elettore. Tale dinamica è favorita dal contesto calabrese (e meridionale più generale) in cui si è verificata una scarsa identificazione partitica che ha lasciato il campo alla p roliferazione di rapporti personali.

La situazione di vantaggio del polo di centrodestra pone obiettivi diversi alle varie forze politiche: la Lega punta a diventare il primo partito della regione, al suo primo vero test elettorale in Calabria, terminando il suo processo di nazionalizzaione; FdI ha l’obiettivo di migliorare il 10% delle scorse Europee mentre è di difficile previsione il risultato di FI poiché, da una parte, sconta una grande crisi sia interna sia esterna ma, dall’altra parte, gode di un network di relazioni molto radicato in questo territorio. Passando al centrosinistra, Pippo Callipo dovrebbe fare un miracolo per riconquistare la regione e il PD ha come obiettivo quello di rimanere il partito di maggioranza relativa all’interno della coalizione, quanto meno per mantenere una posizione di supremazia territoriale nei confronti di Oliviero. Il M5S sembra essere l’attore meno in salute. Il passo indietro di Luigi Di Maio potrebbero essere il segnale della difficile situazione in cui sta versando. Oltre a ciò, sarà valutata l’appetibilità per l’elettore della corsa solitaria invece che dell’alleanza con il PD.

Il sistema elettorale

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L’attuale legge elettorale in Calabria è stata modificata nel settembre 2014 in seguito ai rilievi di costituzionalità mossi dal Governo Renzi sulla legge precedentemente approvata. L’impianto prevede un assetto proporzionale con diverse soglie di sbarramento per l’accesso al Consiglio Regionale ed un premio di maggioranza fissato al 55%. L’elettore avrà a disposizione un’unica scheda con cui potrà eleggere sia il Presidente della Giunta regionale sia il Consiglio. Viene eletto il candidato Presidente che otterrà la maggioranza relativa dei voti. Per quanto riguarda l’elezione del Consiglio regionale (composto da 30 seggi in aggiunta al seggio assegnato al Presidente della Giunta regionale), l’80% dei seggi (24 seggi) è ripartito proporzionalmente in 3 circoscrizioni: Calabria Nord (Cosenza), Calabria Centro (Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia), e Calabria Sud (Reggio Calabria). Per essere ammessi alla ripartizione dei seggi, ogni lista (sia coalizzata sia non coalizzata) deve comunque ottenere almeno il 4% dei voti nell’intera regione, mentre le coalizioni l’8%.

La legge elettorale prevede inoltre alcuni meccanismi per garantire una maggioranza stabile il Consiglio (i 6 seggi del cd. “premio di maggioranza”). Viene eletto consigliere regionale anche il miglior candidato perdente alla carica di Presidente di Regione. Con la legge elettorale vigente, inoltre, non è prevista la possibilità di esprimere una doppia preferenza, vincolando il voto ad un unico candidato. A differenza delle elezioni che si terranno nello stesso periodo in Emilia Romagna, poi, non è previsto il voto disgiunto, ovvero non vi è la possibilità di votare un candidato Governatore e una lista ad esso non collegata.

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Speciale Elezioni Regionali Calabria - 23 gennaio 2020



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