Dopo che nella giornata di ieri è stato approvato il ddl di ratifica del trattato internazionale tra Italia e Francia sull'alta velocità,l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per proseguire la discussione sul ddl relativa alla responsabilità professionale del personale sanitario. Successivamente esaminerà il ddl, già approvato dalla Camera, sulla produzione vitivinicola. Alle 16 saranno svolte le interrogazioni a risposta immediata al Ministro per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione Marianna Madia sulla ripresa della contrattazione nel pubblico impiego e sulla riforma della disciplina della dirigenza pubblica.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali si esprimerà sui presupposti costituzionali del decreto-legge, approvato ieri dalla Camera con voto di fiducia, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.

La Commissione Giustizia riprenderà la discussione di diversi provvedimenti tra cui quelli sul codice antimafia, sulle modifiche al Codice di procedura civile e al Codice penale in materia di reati contro la Pubblica amministrazione, e sullo schema di decreto legislativo sul risarcimento del danno per le violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri dell'Ue.

La Commissione Bilancio, in sede riunita con la Finanze, inizierà il vaglio del decreto-legge, che reca disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili, con l’obiettivo di terminarne l’esame entro il prossimo 22 novembre, giorno in cui è stato calendarizzato in Aula per la discussione. La Commissione avrebbe dovuto proseguire l’esame degli oltre 500 emendamenti che sono stati presentanti al decreto-legge per gli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016 e che nella giornata di ieri sono stati illustrati, ma non è stato ancora presentato il maxiemendamento del Governo che dovrebbe inserire nel testo i contenuti del secondo decreto riguardante gli altri due eventi sismici del 26 e del 30 ottobre che hanno colpito l'Italia centrale. La ragione del ritardo dipenderebbe dal fatto che il Commissario Vasco Errani avrebbe chiesto di modificare l'elenco dei comuni da comprendere nel cratere (ora dovrebbero essere 131) e di conseguenza la Ragioneria generale dello Stato ha dovuto rifare tutti i calcoli. Per quanto riguarda gli emendamenti presentati al dl per farvi rientrare anche le esigenze relative ad altri terremoti, sembra che l'intenzione sia quella di escluderli anche se la decisione non è ancora stata assunta per via delle forti tensioni politiche, in particolare dei deputati provenienti dai territori dell’Abruzzo.

Intanto nella giornata di ieri il dipartimento della Protezione civile ha trasmesso a Bruxelles il fascicolo relativo alla richiesta di attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea per l’emergenza causata dagli eventi sismici che hanno interessato le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria il 24 agosto 2016. Le due forti scosse del 26 e 30 Ottobre hanno esteso ulteriormente l’area interessata aggravando la quantificazione dei danni subiti. Tuttavia, in accordo con la Commissione Europea - DG Politiche regionali, si è deciso di fornire una prima stima dei danni e dei costi della risposta emergenziale relativi al sisma del 24 agosto, e di integrarla successivamente una volta completata la ricognizione sugli ultimi eventi. Al momento ammonterebbero a 7 miliardi e 56 milioni di euro i danni registrati e i costi della prima emergenza sostenuti nelle aree colpite dalle scosse del 24 agosto, di cui 4,9 miliardi si riferiscono ai danni relativi agli edifici privati e 350 milioni ai danni subiti da quelli pubblici.

Tornando ai lavori delle commissioni, la Finanze svolgerà diverse audizioni nell’ambito dell'indagine conoscitiva sulle condizioni del sistema bancario e finanziario italiano e la tutela del risparmio. La Commissione Lavori pubblici ascolterà i rappresentanti delle Associazioni per la tutela dei consumatori nell’ambito dell’esame del ddl relativo all’iscrizione nel Registro pubblico delle opposizioni e sulla fornitura servizi rete internet. La Commissione Industria si confronterà sul ddl, già approvato dalla Camera, relativo al commercio equosolidale, sul ddl relativo alla tracciabilità dei prodotti e sullo schema di decreto legislativo in tema di risarcimento del danno per violazioni diritto della concorrenza. La Commissione Sanità, in sede riunita con l’Istruzione, ascolterà il Ministro dell'istruzione, dell'Università e della ricerca, Stefania Giannini, sull’affare assegnato relativo al progetto Human technopole.

Dopo che nella giornata di ieri l’Aula di Montecitorio ha approvato in prima lettura e con voto di fiducia il decreto-legge relativo alle disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili, l’Assemblea della Camera oggi non si riunirà.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Attività produttive si confronterà, per l’espressione del secondo parere, sul nuovo testo dello schema di decreto legislativo per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio e svolgerà diverse audizioni nell’ambito dell’esame del ddl sull’amministrazione straordinaria delle grandi imprese.

Dopo che nella giornata di ieri è scaduto il termine per l’indicazione da parte dei Gruppi parlamentari degli emendamenti segnalati, la Commissione Bilancio può così entrare nel vivo della discussione della Legge di Bilancio 2017. Oggi avrebbe dovuto essere il giorno dell’inizio delle prime votazioni ma l'avvio di questa delicatissima fase, secondo quanto stabilito dall’Ufficio di presidenza, slitta a domenica a partire dalle ore 15.30, quando partirà la maratona sugli oltre 900 emendamenti segnalati su cui i deputati dovranno esprimersi. Il via libera della Commissione arriverà quindi tra mercoledì e giovedì mattina. E' stato anche fissato a lunedì entro le ore 13 il termine per la presentazione degli emendamenti del Governo. In questi giorni dunque ci saranno incontri e riunioni per verificare i testi e decidere le modifiche da apportare alla manovra economica. Il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia, ha scritto alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, per chiedere più tempo per l’esame. Al momento comunque l'approdo in Aula resta fissato per le ore 10 di giovedì 24 novembre.

È ormai ufficiale, dopo gli annunci trapelati nei giorni scorsi, che la Commissione Europea abbia di fatto sospeso il giudizio sulla legge di Bilancio 2017 decidendo di non avviare procedure formali in ragione di una deviazione significativa dall'aggiustamento verso l'obiettivo di medio termine. Il Commissario gli affari economici e monetari Pierre Moscovici ha annunciato così, nel corso di una conferenza stampa, che non è stata aperta una procedura d'infrazione contro Roma: "Il Consiglio europeo sa che sull' Italia cade una responsabilità collettiva e non solo nazionale. E poi abbiamo voluto considerare anche le spese sul terremoto. Questo spiega la nostra conclusione". L'Italia non sarebbe l’unico membro dell’Unione a rischio, poiché anche i conti di Belgio, Cipro, Lituania, Slovenia e Finlandia sarebbero all’attenzione della Commissione.

Sostanzialmente tutto è rimandato alle settimane successive al referendum. Dopo giorni di trattative e forte tensioni politiche con Bruxelles, nel Governo trapela un certo ottimismo e la quasi certezza che la legge di bilancio non cambierà e che non ci sarà alcuna correzione delle stime. Lo stesso Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha affermato che "Sulla Legge di Bilancio la Commissione Ue riconosce le esigenze dell'Italia per terremoti, sicurezza, immigrazione e apprezza le riforme". Inoltre Padoan ha elogiato, non dimenticando di rivendicare il ruolo centrale dell’Italia, le nuove e importanti aperture di Bruxelles, grazie alla forte spinta del presidente della Commissione Juncker, sulla necessità di sostenere la crescita economica dell’eurozona tramite un bilancio espansivo sul lato degli investimenti e della spesa. Questa novità, attesa da anni, rappresenta l'indicazione di policy più rilevante decisa oggi dall'Esecutivo Ue, che intende affiancare in tal modo l'azione di politica monetaria della Bce e traghettare l’Unione verso una nuova fase espansiva.

 



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