Continua la marcia inarrestabile del centrodestra che conquista la settima regione consecutiva tra quelle che hanno rinnovato i loro organi politici nel 2018 e nel 2019. Il neo eletto Presidente ed ex generale della Guardia di Finanza Vito Bardi, conquista più del 42% dei voti sconfiggendo così il centrosinistra nonostante il discreto risultato del civico Carlo Trerotola (33%) che non riesce a imporsi come successore di Marcello Pittella alla guida della Regione. Ennesima sconfitta del Movimento 5 Stelle che con Antonio Mattia raggiunge solo il 20%. Fuori dai giochi, però ad un passo dall’eleggere un consigliere regionale, la lista di sinistra guidata dal professore universitario Valerio Tramutoli, che supera di poco il 4%. Dal punto di vista dell’affluenza, si nota una ripresa rispetto alle precedenti Regionali del 2013. Nel complesso, si sono recati alle urne 99.101 elettori, pari al 55,03%. Rispetto alle elezioni regionali del 2013, l’affluenza è infatti aumentata di circa il 6% (allora l’affluenza si fermò al 47,6%) mentre è diminuita di più di 16 punti rispetto alle Politiche 2018 (71,1%).

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Il Centrodestra stravince in Basilicata

Vito Bardi diventa presidente della Basilicata vincendo nettamente e portando il centrodestra per la prima volta nella Seconda Repubblica alla guida della regione lucana. La coalizione di centrodestra raccoglie il 42% dei suffragi, sufficiente per avere una solida maggioranza in Consiglio regionale anche se distante dagli exploit del centrosinistra nelle scorse elezioni regionali. La Lega è nettamente il primo partito della coalizione e il secondo a livello regionale con il 19% dei suffragi ottenuti soprattutto grazie ai voti provenienti da ex elettori del M5S. Forza Italia si ferma a poco più del 9% dei voti ma può festeggiare per aver un proprio uomo alla guida della Regione. Anche le altre liste della coalizione vanno a seggio, in virtù del 6% di Fratelli d’Italia, del 4% ciascuno per il partito centrista Idea e per la civica pro impresa Basilicata positiva.

La sconfitta del Movimento 5 Stelle

Come successo in tutte le ultime elezioni regionali nel Sud Italia, la notizia più rilevante è la mancata conferma del Movimento 5 Stelle a livello regionale. La débâcle del movimento è ancora più evidente se confrontata con il risultato delle Politiche del 4 marzo scorso. Infatti, rispetto all’anno scorso quando il partito aveva ottenuto più del 40%, il candidato presidente Antonio Mattia ha ottenuto solo il 20%, confermando le enormi difficoltà a consolidare il proprio radicamento territoriale. Sfuma così, come già accaduto in Sicilia, Molise e Abruzzo la possibilità per i grillini di guidare la loro prima regione, nonostante il partito di Luigi Di Maio si confermi, anche se di poco, la prima forza della regione.

Lo zoccolo duro del Centrosinistra lucano evita la figuraccia

Nonostante gli scandali nella sanità che hanno portato alla caduta e alla successiva non ricandidatura di Marcello Pittella, il centrosinistra resiste e si attesta come seconda forza regionale. Il candidato civico Carlo Trerotola raggiunge il 33% dei voti, a testimonianza della consistenza dello zoccolo duro dei partiti di centrosinistra in Basilicata. Il centrosinistra dunque sembra in ripresa, soprattutto comparando i risultati in Basilicata con quelli delle scorse Politiche, quando il Pd a trazione renziana aveva ottenuto nella regione poco meno del 20%.

La composizione del Consiglio Regionale

In seguito allo spoglio in tutti i 131 comuni lucani, sono stati proclamati i nuovi consiglieri che andranno a comporre il nuovo Consiglio Regionale che sarà composto da 12 consiglieri eletti nella provincia di Potenza e da 7 per la provincia di Matera. La maggioranza di centrodestra che appoggerà Vito Bardi è composta da 12 consiglieri in aggiunta al neo eletto Presidente, mentre i partiti di opposizione potranno contare su 8 consiglieri, 5 per le liste di centrosinistra e 3 eletti con il Movimento 5 Stelle.

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Il neoeletto Presidente potrà contare nominalmente su una maggioranza di 13 consiglieri. La maggior parte di questi, ben 6, provengono dalle file della Lega (tra cui il coordinatore provinciale per il Potentino, Francesco Fanelli che ha raccolto più di 7.000 preferenze), mentre 3 da quelle di Forza Italia tra cui il sindaco di Francavilla in Sinni (PZ), Francesco Cupparo, eletto con 4.331 preferenze personali. Infine, i tre consiglieri eletti rimanenti si suddividono equamente tra Fratelli d’Italia, Idea e Basilicata positiva.

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Per quanto riguarda le opposizioni, il centrosinistra, capeggiato dal candidato presidente giunto secondo, Carlo Trerotola, è riuscito ad eleggere altri 4 consiglieri, 2 ciascuno per la civica del presidente uscente Marcello Pitella, Avanti Basilicata e la lista Comunità democratiche che ricomprende al proprio interno anche molti esponenti del Partito Democratico. Proprio tra le fila di Avanti Basilicata è stato rieletto Marcello Pittella, recordman di preferenze con più di 8.800 preferenze, il quale trascina la sua lista all’8,6% superando la civica targata PD che si ferma al 7,8%. Lo tsunami che ha portato il centrodestra per la prima volta al governo della Basilicata non si è abbattuto sugli equilibri di potere interni al centrosinistra. In particolare, tutti gli eletti del centrosinistra sono ricondicibili a Marcello Pittella, come il segretario regionale Mario Polese, l’ex assessore al lavoro, Roberto Cifarelli e l’ex assessore all’agricoltura, Luca Braia

Il Movimento 5 Stelle, che anche questa volta ha scelto di concorrere senza stringere alcuna alleanza preelettorale, ha eletto 3 consiglieri, conquistando un membro in più rispetto alle precedenti elezioni. Il M5S è comunque il terzo partito più rappresentato in Consiglio. È stato molto cospicuo anche il ricambio in seno al Consiglio regionale lucano. Più dell’80% dei nuovi consiglieri non era presente nella scorsa legislatura. Le eccezioni sono, oltre al già citato Marcello Pittella, altri quattro consiglieri regionali uscenti confermati, vale a dire Gianni Perrino e Gianni Leggieri del M5S e Mario Polese e Roberto Cifarelli del PD.

Il Commento di Nomos

Le elezioni in Basilicata sono la testimonianza di quanto le campagne elettorali regionali siano sempre meno influenzate da fattori locali e sempre più dal livello nazionale. Nella regione lucana si sono riproposti gli stessi trend verificatisi nelle altre elezioni regionali, vale a dire l’esplosione della Lega che oramai riesce a raggiungere un consenso ragguardevole in tutte le regioni del Sud, le difficoltà del Movimento 5 Stelle nel trasformare il consenso guadagnato alle Politiche in radicamento territoriale e la lenta e graduale ripresa del centrosinistra nella sua forma inclusiva e aperta. Inoltre, il trend elettorale non è favorevole a Forza Italia che sta perdendo sempre più terreno e al Partito democratico che a livello locale ha un disperato bisogno di allearsi con liste civiche e non può precludersi alcun tipo di apparentamento. Al contrario, lo zeitgeist sovranista premia Fratelli d’Italia che, seppur di poco, continua la sua opera di consolidamento del consenso. Dal punto di vista degli effetti nazionali, è improbabile che il risultato lucano possa incidere sulla tenuta del Governo, in quanto l’attenzione di tutti è proiettata sui decreti che il Governo intende approvare prima dell’Election Day del 26 maggio in cui si voterà contestualmente per le Europee, le Regionali in Piemonte, le Amministrative e le elezioni suppletive della Camera nei collegi di Trento e Pergine Valsugana (TN).

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Speciale Risultati Elezioni regionali in Basilicata



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